Hai in mente un’attività da proporre ai tuoi gruppi e cerchi una musica che faccia al caso tuo. Ascolti, scegli, adatti quello che trovi.
Oppure ti succede il contrario: ascolti una canzone che ti piace e immagini come usare i foulard, un paracadute, degli shaker, come organizzare i movimenti del corpo.
Ma c’è anche una terza possibilità: creare la musica e immaginare come utilizzarla nello stesso momento.
Puoi partire da tre note, da una cellula ritmica, da una parola, da un ricordo. E inizi a liberare la tua creatività.
Dove ti stanno portando quelle prime note? Che contesto ti fanno vivere? Un gruppo di bambini che si muove nella stanza? Un cerchio di genitori e bimbi in fasce? Un’attività sociale in una struttura?
Sono proprio quelle immagini a suggerirti come proseguire la composizione. E la musica che scrivi, a sua volta, può influenzare una nuova attività, un movimento, una possibilità.
È un dialogo continuo tra quello che componi e quello che immagini di farci.
Nei nostri percorsi di songwriting didattico lavoriamo proprio su questo: sviluppare le tue idee musicali e acquisire strumenti per trasformarle in composizioni originali, da utilizzare anche nel tuo lavoro educativo.
Abbiamo infinite possibilità per iniziare a scrivere la nostra musica educativa.
Possiamo farlo partendo da un grappolo di note, da una linea di basso, da una tavola illustrata, dagli accordi, da un oggetto, da una nota o una parola. Possiamo partire da un hook, dal nostro piatto preferito o da un ricordo.
Possiamo usare sempre la stessa cellula ritmica mentre ci muoviamo melodicamente, creare contrasto tra momenti con poche note e altri con tante. Possiamo partire da una sonorità modale e vedere dove ci porta.
Possiamo disegnare e poi mettere la musica dentro quei disegni.
Nei percorsi utilizziamo le nostre tavolozze compositive: punti di partenza e cornici di lavoro che ci aiutano a esplorare possibilità diverse.
Ogni punto di partenza apre strade differenti. E avere una cornice entro cui muoversi non limita necessariamente la creatività: spesso aiuta a darle una direzione.

Immagina di aver iniziato a comporre in modo collaborativo con altre persone. Ora immagina che dopo le prime note qualcuno ti chieda dove ti sta portando quella musica.
A te, magari, suggerisce un movimento lento. A un’altra persona fanno immaginare un gruppo che si muove sulla pulsazione. Qualcun altro pensa a un’attività in una RSA.
La musica è la stessa, ma le immagini che evoca sono diverse.
È in quel momento che iniziamo ad andare in profondità. Le note con cui abbiamo iniziato ci stanno facendo immaginare un gruppo di neonati e genitori? Allora le note successive saranno influenzate da quell’immagine. E qui arriva il valore vero della composizione collaborativa: se qualcun altro nel gruppo ci vede un’attività di Community, dà il suo contributo, proviamo, adattiamo, manteniamo più versioni, riproviamo, cambiamo e alla fine arriviamo sempre all’idea che ci piace di più.
Più andiamo in profondità, più diamo modo alla nostra creatività di emergere.
Perché non stiamo soltanto adattando un brano a un’attività già pronta: stiamo lasciando che le idee educative influenzino la composizione e che la composizione suggerisca nuove idee educative.
È l’aspetto più sorprendente e trasformativo dei nostri percorsi di songwriting didattico.

Il lavoro non finisce mai quando ci salutiamo, perché le tavolozze restano con te.
Le utilizzi quando vuoi: per iniziare una nuova composizione, per sviluppare un’idea che hai lasciato in sospeso o per esplorare una strada diversa quando non sai come proseguire.
L’obiettivo non è soltanto comporre durante il percorso, ma portarti a casa strumenti che puoi continuare a utilizzare in autonomia per comporre la tua musica.

Il seminario che abbiamo fatto mi è piaciuto tantissimo. Mi ha dato un sacco di spinta a buttarmi un pochino per crearmi delle musiche che mi servono.
Ieri, ispirata dalla parola “Chiki Boom” e dal suo ritmo, ho creato una semplicissima melodia che mi è servita nello 0–3 per far muovere gli adulti, prima soltanto sul “boom”.
È stato molto divertente vederli coordinarsi sul “boom” e poi creare un accompagnamento ritmico vocale più semplice da proporgli.
Alice
Sono Michele Freguglia, un educatore musicale che lavora con bimbi da 0 a 8 anni, ragazzi e adulti.
Mi occupo di formazione proponendo ciò che avrei voluto incontrare sulla mia strada quando ho iniziato a studiare musica, 38 anni fa: un approccio che parte dalle nostre percezioni, da quello che la musica ci fa sentire dentro.
Nei percorsi di songwriting condivido gli strumenti e le esperienze che utilizzo per comporre, perché tu possa sviluppare un tuo modo di scrivere musica.
Nel 2020 ho fondato TamburHello assieme alla mia compagna Monica. Una scuola di musica, un programma didattico, un repertorio vastissimo di musica educativa che sta diventando tanto altro.
Facilito Drum Circle in contesti educativi e sociali, seguo un progetto di volontariato alla volta.
Negli anni mi sono formato con persone speciali che mi hanno messo davanti a tante realtà.
Suono il basso elettrico con il quale ho avuto la fortuna di fare diverse tournée in Italia, Europa e una memorabile in Camerun.
Suonerei di tutto, diciamo che me la cavo con la chitarra e il pianoforte. Ho appena iniziato a studiare il violoncello.
Nuoto e leggo tanto, ma meno di quanto vorrei.

Non per forza. La cosa che mi preme è darti degli strumenti per credere di più nella tua creatività, farti sperimentare con nuove melodie e ritmi, portare più pezzetti di te nelle tue lezioni.
Poi, certo, lavoriamo con tanti elementi che fanno parte della teoria musicale. Ad esempio, molte delle melodie che componiamo assieme sono modali.
Se senti la necessità di approfondire questo mondo, puoi farlo con i tuoi tempi grazie al corso online A MODO MIO
Partiamo da uno o più elementi che ti propongo. Questi elementi, la tavolozza compositiva, ti servono per non perderti nel mare magnum del songwriting.
Una volta definita la cornice, iniziamo a creare musica assieme, scambiandoci idee senza nessun giudizio: la musica più bella che ascoltiamo tutti i giorni è probabilmente nata provando cose all’apparenza molto stupide.
Poi ti chiedo di ascoltare quel pezzetto di musica che abbiamo appena creato e di immaginare dove ti sta portando, in quale contesto educativo o didattico.
Da lì parte il vero cuore del songwriting didattico: lasciare che la musica influenzi il contesto e che il contesto influenzi la scrittura.
Una cosa te la dico con certezza: quando sei dentro, capisci tutto al volo.
Puoi riprenderla, modificarla, svilupparla e utilizzarla nelle tue attività: la musica che creiamo insieme non diventa una canzone di TamburHello.
Durante il workshop registriamo le nostre idee e poi te le mando su WhatsApp sotto forma di note vocali, così non rischi di dimenticare nulla.
Quando utilizzerai questa musica per i tuoi gruppi, potrai condividere con gli altri partecipanti come l’hai utilizzata e quali nuove idee ti ha suggerito.
Stai cercando un workshop?
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